![]() |
![]() |
||||||||||||
|
|
|||||||||||||
Ricerca: Eurocatene Commerciali Italia 2007 La ricerca annuale traccia il profilo di tutte le insegne di Catene commerciali presenti in Italia. Ne deriva una mappa precisa e fedele della situazione.
Depurato della ristorazione alberghiera e di quella dei settori di trasporto on board (aereo, navale e ferroviario), settori "particolari", la penetrazione delle Catene è stimabile in 6% del mercato (in valore). Il progresso rispetto a 5-10 anni fa è importante. Certo è però che i valori degli altri quattro principali paesi d'Europa ridimensiona l'entusiasmo: 20% per Germania, 26% per la Francia, 25% per il Regno Unito, 15% per la Spagna. Paese di individualismo imprenditoriale e di specificità regionali e locali, l'Italia ha conosciuto solo da un ventennio la nascita delle catene. Ma è nell'ultimo decennio alle nostre spalle che esse hanno incontrato un lusinghiero successo grazie ad attente location nei centri urbani e nei canali captive dei Trasporti e dei Siti (centri commerciali, fiere, multisala). Ossia laddove la concezione di servizio (rapido) e di prezzo (contenuto) sopravanza altri parametri. E' lì che queste esigenze accomunano il consumatore medio italiano a quello di altri paesi. E' lì che il branding ha il massimo del suo valore e quindi del suo impatto. Anche domani questi ora descritti resteranno gli assi di sviluppo della ristorazione di catena. Per lungo tempo i gruppi stranieri hanno ignorato lo Stivale e rari sono quelli che poi vi si sono avventurati. La loro mancata (o quasi) penetrazione è dovuta al fatto che le catene franco-anglosassoni erano portatici di formule ristorative "diverse" o poco consone allo spirito tradizionale italiano (il fast food hamburger o viennoiserie, ad esempio) oppure per le quali le catene nazionali hanno "giocato in patria" interpretando meglio il gusto e l'eleganza degli arredi come dei menù (free flow o cafétéria) o per le quali i locali italiani indipendenti hanno costituito un baluardo, sia numericamente che qualitativamente. Infatti la microristorazione dei circa 85000 snack bar di città (stima GIRA) si è opposta e si oppone ancora allo sviluppo dei fast food hamburger, sempre gli innumerevoli bar a quello dei coffee shop, i ristoranti grill degli operatori indipendenti a quello delle catene a tema (che invece si sono diffuse da illo tempore sui due versanti della Manica). Eppure la Ristorazione Moderna ha davanti a sé un futuro positivo perché il potenziale di mercato da esplorare è ancora ampio, sia nei canali in concessione nei quali non ha raggiunto la quota massima-di monopolio (parchi di divertimento, fiere, centri commerciali, stazioni ferroviarie) sia nelle città (anche del sud). Quanto agli stranieri essi debbono acquisire une vera conoscenza "globale" del Paese della pasta e della pizza sotto tutti i profili (estetico-decorativo, alimentare organolettico, regolamenti del lavoro, fiscalità, mercato immobiliare, etc.), prima di intraprendere la calata dalle Alpi, apportando il know-how esperito all'estero, ma sapendosi adattare parzialmente comunque ai gusti della domanda italiana (come hanno fatto Mac Donald's e Flunch) o trovando il partner autoctono giusto e disponibile (come ha fatto Compass montando sulla… Moto con Cremonini). |
Attualità
GIRA FOODSERVICE published in January 2010 its latest report on the Foodservice Market in [...]
La ristorazione fuori casa, si sa, riflette sempre l'andamento socio-economico del Paese [...]
La ricerca annuale traccia il profilo di tutte le insegne di Catene commerciali [...]
|
|
|
© 2005 GIRA FOODSERVICE - Conception PMP Concept |
|